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Marcia Parco Bolda - Santa Lucia di Piave (TV)

Piazzata in un mese meno estiveggiante sarebbe una gara da considerare per abbattere il proprio personale sui 10.000, per due motivi principali: è lunga effettivamente 10 chilometri, misurati con vari strumenti per avere una distanza corretta e rotonda, ed è piatta e scorrevole, in gran parte asfalto.

Alla partenza quindi si spengano le luci, si ruotino le percezioni all’interno e giù il piede sull’acceleratore. Non ci sono panorami a distrarre o superfici tecniche insidiose, solo un lungo nastro sul quale inseguire un nostro io migliore o tentare di sfuggire a paure e tentazioni.
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"Raduno dei Gruppi Podistici della Provincia di Treviso" FIASP Trevisando CPT - Sernaglia della Battaglia (TV)

Non me lo ricordavo proprio che a Sernaglia c’è un parco con fiumi che scorrono, piante che ombreggiano e sentieri che si snodano.

Proprio una bella sorpresa, a volte fa bene non avere una grande memoria a medio termine.

La gara da fare sarebbe comunque la 12, o la 6, perché la 22 (in realtà poco più di 20) dopo il bivio si inoltra in aperta campagna, che all’inizio di giugno in pieno sole può essere un problema. Sempre bella, per carità, ma dopo il bosco è difficile appassionarsi ad altro.
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Su e zo par el Montegan - Lutrano di Fontanelle

Quella cosa dell’imprinting mi è rimasta impressa. Ogni volta che corro al caldo in piena campagna vengo ribaltato indietro di una quarantina d’anni, quando, bambino, spendevo le mie estati tra vigne e prati. E in questo percorso se ne incontrano.

Gara veloce, nel senso di corsa a ritmi ben superiori a quelli di allenamento, anche quelli veloci, e quindi poca attenzione al panorama o a i ristori. Del resto li conoscevo già entrambi dalle
esperienze passate, sempre buone, e oggi ci sono state solo conferme.
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Marcia del donatore e della solidarietà - Conegliano Tv loc. Colnù

Per la prima volta, complice un gruppo coinvolgente, si è corsa la 21km. L’asfalto predomina, salvo un paio di chilometri sterrati, così come paesaggi collinari gravidi di vitigni e panorami appaganti.

Una corsa in cui continui a guardarti intorno e pensare che, sì, in quella casa asrebbe proprio picevole viverci.

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Per me si va nella città dolente

Ti guardi in giro ed è un fioccare di articoli e ricerche.

Sembra che le soglie fisiologiche, quelle che per tanti anni abbiamo temuto e rispettato, il cui varcare significava peccato mortale che avrebbe portato al fallimento degli obiettivi podistici, esistano, ma non siano il vero limite della prestazione.

Pare che quello stare sulla soglia, con la paura di quello che c’era oltre, fosse proprio quello. Paura.

E la mente previdente impediva di andare oltre limiti temuti, presunti, subodorati, sospettati.

Prima di finire il glicogeno, prima che scorie dai nomi importanti rendano le nostre fibre vischiose, la mente intercede e ci fa fermare o rallentare.

Marcora, Trabucchi, Fitzgerald, è tutta gente che ne parla, e quello che dicono sembra ragionevole.

In fondo i quattro minuti del miglio sembravano un limite invalicabile, ma non appena Bannister abbatté il muro altri passarono per la breccia. Non avevano a quel punto più o meno lo stesso massimo consumo d’ossigeno di qualche settimana o mese prima?

E tutte quelle volte che non possiamo andare un po’ più forte e poi leggiamo il cartello dell’ultimo chilometro e riusciamo ad aumentare. O quando l’Avversario si avvicina, o quel dannato pastore tedesco sbucato dal nulla. Fosse tutto fisiologico non avremmo speranza, il destino segnato da quattro molecole di ATP e una tonnellata di acidi grassi da frazionare in fretta, ma non c’è mai ossigeno abbastanza.

Solo a Salazar io credevo, uno che passava l’arrivo e da lì lo dovevano portare direttamente in ospedale per rianimarlo. Tutti gli altri, io per primo, la soglia, la mettono dove pensano che sia, e adesso gli scienziati stanno pian piano scoprendo quel velo pietoso.
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Marcia del Torchiato - Fregona TV

La pedemontana Vittoriese oggi mi è parsa più gloriosa di sempre.

Un percorso ondulato e boscoso al punto giusto, con aperture improvvise su valli e pianure, una giornata splendida, anche se il caldo alla fine ha chiesto il suo pedaggio e mi ha lasciato un po’ instupidito, ma forse non è proprio colpa/merito del clima.

Nel complesso una prima parte più scorrevole e una seconda con qualche erta più ripida che rallenta il corpo ma lascia comunque correre i pensieri, come è giusto che sia.
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28ma Marcia del Refrontolo Passito DOC - Refrontolo TV

E se all’arrivo vedi gente che fino a cinque minuti prima correva in California, Colorado e Nuova Zelanda, terminare con un sorrisone a tutta faccia e gli occhi lucidi di emozione vera, ti rendi conto che vivi in un bel posto.

La pioggia dei giorni e della notte precedenti ha reso il terreno un po’ scivoloso nei tratti campestri, ma quì si apprezza la propriocettività della corsa fangosa tanto quanto la reattività di una superficie omogenea, o la precisione di una piatta e biliardata 10km.

Son sempre i miracoli del corpo in movimento che ci meravigliano, che siano lenti o veloci poco importa, quel che conta è che siano consapevoli, frutto di impegno o forieri di maggiore comprensione di sé stessi e del mondo.

Ed in questo Refrontolo c’è, come si suol dire, e ci accompagna nella fruttuosa campagna, quella che arricchisce le nostre tavole di bevande di spirito e il nostro spirito di serenità.
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Marcia dei Brac, Valmareno di Follina TV

Decisamente non una corsa da principianti. I primi chilometri sono un susseguirsi di erte tecniche che mettono alla prova quadricipiti e coordinazione.

Ma se vi si sopravvive, tra l’ottavo e decimo c’è un sentiero in leggero falsopiano che vale tutti gli sforzi fatti per arrivare sin lì, compresi gli anni precedenti di preparazione.

Scorrevole e morbido, una gioia per i sensi.

Quest’anno i soccorritori all’arrivo apparivano anche rilassati e senza grossi impegni, a differenza di anni scorsi in cui sembrava che ogni concorrente arrivasse con una escoriazione.
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Campidoglio

La storia del Campidoglio è vera.

Ne ho avuta conferma verso la fine del primo giro del Lago Morto, poco sopra Vittorio Veneto.

Tre oche occupavano la sede stradale e non sono state felici di vedermi, una in particolare mi si è scagliata contro a becco spalancato e aria minacciosa. Nessun segno di timore. Ferocia allo stato puro.

Fortunatamente ho scorto a sinistra il provvidenziale sentierino che porta alla spiaggia, per cui ho evitato un confronto diretto che mi avrebbe probabilmente lasciato spennato.
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31ma Correndo Lungo il Piave - Maserada TV

Una delle corse più affollate, a ragione, eppure la prima da tanto tempo in cui ho corso da solo. Negli ultimi mesi tutti le corse un po’ più lunghe sono state in compagnia, mentre in solitaria riuscivo a trascinarmi per mezz’ora, o poco più.

L’equilibrio è sempre importante, e riuscire a correre sia in compagnia che da soli è una forma di equilibrio, sociale e personale.

Gli ultimi 16 km e passa sono scorsi volentieri, tra la certezza di correre a ritmi impensabili in allenamento, qualche apprensione di non riuscire ad arrivare a quella velocità, i tentativi non riusciti di rallentare, il pezzo sempre memorabile nel bosco in mezzo al Piave.

Sarà stata la primavera, il sole, le piante, o semplicemente che se si hanno pazienza e tenacia sufficienti passano anche le crisi più dure
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