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Addio ai monti

E oggi per l'ultima corsa prima del ritorno in Italia si è scelto il familiare Tilden Park.

Familiare neanche tanto visto che non più tardi di sabato vi ho scoperto un sentiero nuovo. Uno di quelli che chiamo sentieri da bob. Un paio di chilometri in leggera discesa, con i tornanti dalle curve sopraelevate. Ma si può? Lo farei ogni cinque minuti.

Ho scelto gran parte dei miei passaggi preferiti, il giro della fattoria su sterrato tranquillo, la salita del Laurel canyon, spezzacuore e volontà un paio di mesi fa, ma adesso quasi amica, Nimitz Way con le foglie cadute dagli eucaliptus a formare un tappeto accogliente, si ha l'impressione di correre in una caramella balsamica. Poi il peak trail con la salita gaussiana, che fa sempre impressione dirlo, anche se non c'entra, e il sentiero da bob, volato con un sorriso stampato, che neanche il Celentano dei tempi d'oro. Il finire sullo sterrato di rientro dal Wild Cat Creek canyon, pianuroso al punto giusto per l'ultima progressione.

Tre quarti d'ora, il minimo per un saluto come si deve. Mi mancherà.
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