top left image
top right image
bottom left image
bottom right image
Lo scarico, nuove rivelazioni
Continua la nostra esplorazione nel misterioso mondo dello scarico, la fase di avvicinamento alla gara in cui si riduce l'allenamento per arrivare riposati e pimpanti al giorno fatidico.

Leggo sul numero di luglio/agosto di
Marathon & Beyond una interessante riflessione sulla gestione dello stesso ad opera di tale Terrence Mahon, allenatore di Ryan Hall.

Delle tre componenti dell'allenamento, Volume (chilometri percorsi) Intensità (velocità/impegno) e Densità (vicinanza dei vari allenamenti chiave), secondo Mahon, nella fase di scarico ridurne uno è condizione necessaria e sufficiente.

Per cui lui sceglie la densità, mantiene il chilometraggio ed il ritmo delle sedute impegnative ma aumenta i giorni di recupero tra una e l'altra.

Questo a suo avviso evita il rischio di "detraining" e di arrivare alla gara non al meglio ma in fase calata e calante.

Poi conclude con l'avvertenza più importante:
ognuno è una storia a sé. Ci sono quelli che se riducono il carico eccessivamente vanno in tilt, altri invece che cominciano a girare meglio.

Diaretto degli allenamenni sotto mano quindi, e via a studiare cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato nel passato.

Per esempio mi sono reso conto che io tendo a ridurre tutti e tre i parametri, troppo, e effettivamente questo mi scombussola mentalmente e fisiologicamente.

Poi, sempre per me, meglio star fermo il venerdì e fare una corsetta leggera il sabato, perché il giorno dopo un riposo ci metto sempre un po' a mettermi in carreggiata.
|