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Prospettiva

Negli ultimi giorni ero tutto preoccupato per l'idratazione del lungo di fine settimana. Alla fine, non senza patemi, ho scelto il percorso, la tempistica e la strategia in modo da risolvere il problema.

Partito alle 06:20, come previsto, dopo 45 minuti sono arrivato all'attacco del sentiero, in realtà una strada sterrata, che però mi piace tanto perché scorre ondeggiando senza grossi dislivelli. Quella era la parte che pregustavo, prima della salita ripida che mi avrebbe portato sulle terre alte e ventose.

Con la coda dell'occhio ho scorto un cartello che mi sembrava non aver mai notato, mi sono fermato, et voilà, il problema dell'idratazione non sembrava più così centrale nella mia vita.

Il cartello informava infatti che "recentemente c'è stato un avvistamento di un puma e di un cucciolo" proprio sul MIO sentiero preferito.

Si tranquillizzava il pubblico, sono animali che in genere non attaccano gli umani, a meno che costretti (per esempio, dico io, dalla necessità di nutrire i propri picccoli in un momento di ristrettezze generali). E via con i consigli distribuiti in 8 punti.

Quelli che mi ricordo: fare rumore, cantare, fischiare, battere le mani (fattibile), girare in gruppo (al momento non fattibile), in caso di incontro non mettersi a correre ma con calma alzare le braccia per sembrare più grandi possibile, e indietreggiare lentamente per offrirgli una possibilità di fuga (fattibile, da me, per la fuga sua non so).

E l'ottavo, il mio preferito: se vi attacca, combattete.

Grazie.

Si diceva, quindi, l'acqua passava in secondo piano, mentre riflettevo sulle abitudini di caccia dei predatori. Tramonto e alba. L'alba era già passata per cui potevo sperare in un gattone intorpidito da una lauta colazione. O un felino maldisposto per un inaspettato ed irritante digiuno?

Il mondo ha cominciato a funzionare al contrario, le zone ombreggiate, di solito rifugio dalla canicola, erano diventate perfetti luoghi per un'imboscata.

All'erta per ogni rumore sospetto, le due o tre canzoni che ho improvvisato, oltre che farmi sentire più esposto, incidevano anche sulla mia autostima, per cui sono passato ad una corsa leggera e circospetta.

Alla fine ho incontrato solo decine di miniconiglietti, neanche tanto preoccupati. Uno dei casi in cui l'analfabetismo ha dei vantaggi.

Il resto del lungo si è svolto senza grossi inconvenienti, passeggiatori e ciclisti domenicali hanno cominciato ad affollare il parco, ampliando la scelta di potenziali prede, in molti casi, voglio pensare, più appetitose e senz'altro più semplici da catturare (elemento che non sfugge al predatore, che in genere è prono a spendere le minori energie possibili nella quotidina lotta per mettere il pane in tavola).

L'acqua mi è bastata. Come un orologio, mezzo litro ogni due ore.
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