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Accidia, Rientri, Spirito Competitivo e Concentrazione

Un fastidio al tendine d'achille destro mi ha fatto correre e pensare meno del consueto in questo periodo.

Oggi ero in una delle mie sedute di rientro, alternando corsa e cammino, con le antenne tutte vibranti a percepire il minimo fastidio nella zona incriminata e poi cercare di decodificare se fosse semplice adattamento oppure condizione traumatica.

Da una laterale sono usciti due podisti e hanno imboccato la strada che stavo percorrendo con una cinquantina di metri di vantaggio.

Ora, si sa, che tu vada a tre al chilometro o a otto, il mondo è diviso a spanne in tre categorie: quelli più veloci, che sono i forti, quelli più lenti, che sono gli scarsi, e quelli che vanno più o meno come te, che sono gli avversari.

Nel giro di pochi secondi, senza volerlo, non è stata assolutamente una scelta conscia, stavo valutando la velocità dei due ed il grado di avvicinamento. Nel giro di qualche altro secondo mi sono reso conto che la gamba era uscita completamente dall'elenco delle cose che catturavano la mia attenzione. Anche la fatica nell'avanzare, che mi aveva accompagnato fino a quel momento, e che imputavo alla giornata storta e ad una decina di altri eventi sfavorevoli, era scomparsa.

Ho rallentato, perché forzare non è mai una buona politica in fase di rientro, ma li avrei potuti prendere.

Loro, decisamente avversari. Io, decisamente bisognoso di una lezione di concentrazione.

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