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Al solito, se ti danno dei limoni facci una limonata, e il galateo della maglietta

Scott Dunlap rinvia a due interessanti articoli che riguardano il mondo della corsa:
1)
Gretchen Brugman parla della reazione alla recente cancellazione della Western States, gara di 100 miglia molto prestigiosa, a causa degli incendi che stanno devastando le zone vicine al percorso.
Per chi non abbia voglia e tempo di leggerselo la sintesi è che il corridore di lunghe distanze è allenato/abituato a trarre il meglio dalla situazione in cui si trova, e ad affrontare le difficoltà man mano che si presentano, senza lamentarsi, ma cercando di trovare la soluzione migliore. Se non si fa così difficilmente si porta a termine una ultramaratona, indipendentemente dall'allenamento.
Ovvio che la categoria penalizzata (si tratta di una gara per la quale bisogna qualificarsi e poi partecipare ad una lotteria in quanto le richieste eccedono di gran lunga i posti disponibili. C'è gente che ci prova per due o tre anni prima di esservi accettata) più di tanto non abbia protestato. Perché la situazione era di oggettivo pericolo, per loro e per le persone che avrebbero lavorato per l'organizzazione, perché in prospettiva i problemi erano ben più grossi di una gara persa, e perché han cominciato subito a pensare "ok, cosa ci faccio adesso con tutti i chilometri potenziali che ho nelle gambe". Ieri Scott Dunlap è arrivato secondo in una 50km, e il giorno prima ne aveva fatti altrettanti in allenamento.

2)
Bad Ben aggiorna sul galateo della maglietta.
Anche quì, in due parole, dice che si può indossare la maglietta di un evento solo se vi si è partecipato. Volontari e "altre metà del cielo" esentati dalla proibizione. Ma ci sono un sacco di altre regole curiose, da leggere con il dovuto sorriso.
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