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Libro: "Perseverare è Umano" di Pietro Trabucchi

La ciliegina sulla torta che è stato il precedente “Resisto Dunque Sono”, dello stesso autore.

Lo stile è sempre quello, pratico e sensato, con la conseguenza che è un saggio che si legge come un romanzo. Le storie sono appassionanti, le riflessioni condivisibili e le conclusioni auspicabili.

Per chi non sappia di cosa si parli, prima una tiratina d’orecchie, perché al giorno d’oggi chi si interessi di corsa e non conosca Trabucchi se la merita.

Poi un invito a leggere e diffondere, perché si analizzano e spiegano le basi della vita: affrontare i problemi, non solo quelli della corsa.

Si parla di motivazione, cioè la capacità di mantenere un desiderio vivo nel tempo, nonostante le difficoltà. Di fattori che la influenzano in negativo ed in positivo, sia a livello individuale che di gruppo.

Come sempre i capitoli sulla ristrutturazione cognitiva sono quelli che mi hanno affascinato maggiormente.

La capacità di attribuire un significato utile a quello che succede.

In fondo la realtà è quella che è, non possiamo farci molto, ma molto possiamo fare per il modo in cui reagiamo a quello che succede.

Facile a dirsi, ovviamente, ma è sempre utile ricordarselo, ché poi quando succedono le cose è facile distrarsi con l’alibi del “capitano tutte a me”.

Fra l’altro nel libro si cita che le capacità di autocontrollo e quelle di concentrazione risiedono in aree prefrontali della corteccia cerebrale che si influenzano a vicenda, con interessanti riflessioni sugli effetti della meditazione (intesa come attività in cui si cerca di essere nel qui e ora).

Belli i passi sull’accettazione del disagio e della sofferenza, e di come questa sia mediata culturalmente e non un valore assoluto.

Un libro che fa riflettere, e basterebbe quello per consigliarlo.
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